Scuole paritarie: maturità e problema degli spazi
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La questione maturità: il problema non sussiste. Il problema degli spazi: le scuole paritarie guardano al futuro con ottimismo. L’insegnamento a distanza? Le lezioni on line e a scuola soddisfano tutti.

di Gina Florea Sbrigoli – Presidente Associazione “Mamme di Roma”

Con ogni probabilità, a scuola non si tornerà prima del prossimo settembre, in tempo cioè per iniziare il nuovo anno. Nei prossimi quattro mesi, insomma, occorrerà lavorare e mettere a punto il modo per assicurare la sicurezza tra i banchi dei circa 8,5 milioni di studenti italiani. Se il mondo della scuola pubblica è in attesa di indicazioni che arriveranno anche dalla task force istituita dal Ministro Lucia Azzolina, le scuole paritarie guardano al futuro con ottimismo perché la ricca dotazione di spazi non creerà le difficoltà presenti altrove.

Del resto negli stessi spazi un tempo si facevano lezioni al triplo degli iscritti.

Gli studenti che frequentano le 12.500 scuole paritarie diffuse sul territorio del nostro paese sono circa 866 mila e non è possibile una risposta unica per tutte le situazioni. Ogni scuola deve ragionare su come organizzare la didattica, adeguandosi sicuramente alle disposizioni del governo, affinché il primo giorno di scuola tutti i ragazzi siano a scuola in tutta sicurezza.

Scuole paritarie e pubbliche: le domande ancora aperte.

Ricorrono queste domande: le mascherine saranno obbligatorie? Sarà necessario mantenere la distanza di un metro tra uno studente e l’altro? Difficile immaginare oggi le decisioni che verranno prese, ma in ogni caso le scuole paritarie si dicono pronte. Per quanto riguarda gli spazi, alcuni degli istituti paritari hanno ambienti talmente grandi da poter ospitare il triplo dei ragazzi che effettivamente frequentano la scuola. Sono poche quelle che non hanno esubero di ambienti e non c’è alcun problema per quanto riguarda il rispetto di eventuali distanze di sicurezza. A Roma, fino a trent’anni fa molte scuole contavano 2.500 o tremila alunni, mentre oggi ne hanno ottocento o mille.


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L’altra grande questione alla quale il governo, in queste settimane, sta cercando una soluzione, riguarda l’esame di maturità e l’opportunità di farlo in loco. Un caso sul nulla, sarà sufficiente disporre gli alunni di una sola classe in più aule, che in quelle settimane sono vuote. La scuola ha i docenti a disposizione, le commissioni di esame sono composte da sei o sette professori e non ci sono problemi nell’assicurare la vigilanza. Tra il 4 maggio e il momento della maturità vi sono settimane intere in cui i ragazzi, compresi i maturandi, potranno uscire di casa e, quindi, potranno anche andare a scuola.

Da questo momento a fine anno scolastico, invece, si proseguirà come avviene oramai da un paio di mesi, ovvero sfruttando la tecnologia e l’insegnamento a distanza. Per il prossimo anno sarà bene continuare in parte la didattica online a casa, ma è importante anche tornare in classe per condividere le esperienze. Inoltre, mentre la didattica online garantisce risparmi economici e ambientali, assicurare impegni fuori casa nelle stesse ore agli studenti e ai genitori è importante per l’economia produttiva del paese.

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