Pagamenti digitali, semplificazione e FinTech: i pilastri su cui costruire il futuro dell’Italia

di Enrico Molinari

SCENARIO

La trasformazione digitale che gli addetti ai lavori vivono almeno dal 2010 ha già rivoluzionato in modo profondo e silenzioso decine di settori di mercato anche in Italia.

Il settore finanziario (FinTech), l’assicurativo (InsurTech), la sanità digitale (FinHealth1) che adotta la blockchain per proteggere la privacy e definire protocolli di condivisione dei dati inviolabili, i pagamenti digitali (PayTech) che garantiscono un livello di sicurezza, tracciabilità e protezione consolidati, sono solo alcuni metodi che la tecnologia, oggi forzatamente alla ribalta in risposta alle conseguenze sociali ed economiche di COVID-19, mette già da anni a portata di click.

Per rendere normale e duratura questa realtà con tutti i vantaggi derivanti per il Sistema-Paese è necessario che la Pubblica Amministrazione, il Legislatore, le Istituzioni di settore, le imprese e i cittadini stringano una così detta alleanza della conoscenza che trasformi il sistema nazionale dei pagamenti in un flusso tecnologico veloce e potente in cui Stato e Banche tradizionali non basino più la loro forza sul possesso dei dati (Big Data Analytics), bensì sul valore di una piattaformafull digital condivisa tra enti.

Questa semplificazione tecnologica, oltre ad una riduzione dei costi di gestione dei flussi finanziari, permetterebbe di creare un unico accesso a tutte le posizioni dei singoli contribuenti, un monitoraggio dei pagamenti utile ad individuare risorse certe per politiche pubbliche di investimento di lungo periodo, un alleggerimento dei meccanismi di compensazione fiscale a prova di algoritmo e la creazione di cittadini “abilitati” a gestire in modo consapevole i pagamenti quotidiani.

DIGITO ERGO SUM

Ma qual è il rapporto generale tra il digitale e gli italiani? Dal punto di vista delle imprese la consapevolezza del valore generato con il passaggio ad una gestione digitale dei pagamenti ed un utilizzo degli strumenti di finanza innovativa implica il coinvolgimento dei migliori esperti nazionali che trasformino la teoria del digital payment in maggiori fatturati, maggiore competitività e crescente reputazione nei rating di legalità fiscale globale2. Abitiamo in un Paese in cui – come si rileva in una ricerca realizzata da Promos – Agenzia per l’internazionalizzazione del sistema camerale – solo una impresa su tre è dotata di banda ultralarga e una su cinque non usa Internet per fare business perché non lo reputa uno strumento interessante3. Con buona pace del valore digitale che sappiamo avere un solo minuto in rete: 4+ milioni di interrogazioni a Google, 200+ milioni di email spedite, 700.000+ scroll su un Instagram che integra pagamenti biometrici via App o riconoscimento facciale e 60+ milioni di WhatsApp mandati. Azioni che si traducono in 1,2 M/$ di spesa online al minuto, 1,750 B/$ al giorno.

Un’inversione di tendenza in queste metriche renderebbe i cittadini consapevoli delle opportunità dei pagamenti cash-free, ma soprattutto aiuterebbe il 25% delle imprese che hanno registrato un calo dell’80% dei ricavi durante i mesi di lockdown, determinato per la maggior parte da modelli di business in cui non si effettuano pagamenti digitali per l’assenza di negozi e-commerce online affiancati alle tradizionali vetrine fisiche.

Dal lato dei cittadini, se è vero che 18 milioni di italiani non hanno usato Internet nell’ultimo anno, una famiglia su quattro non possiede una connessione e sei su dieci tra queste dichiarano di non essere connesse perché non lo sanno usare. Allo stesso tempo, è da sottolineare che il 25% della popolazione italiana tra i 18 ed i 74 anni ha utilizzato almeno una volta un servizio FinTech. Un quadro che ci fa capire perché l’Italia abbia dovuto correre negli ultimi tre mesi per recuperare un’inerzia digitale di almeno dieci anni, ma che allo stesso tempo costituisce un’opportunità di ripartenza in ottica di digital payments tra consumatori ed imprese e tra contribuenti e Pubblica Amministrazione.

Un Digital Divide che incide notevolmente sulla transizione che l’Italia deve affrontare per rendere i pagamenti digitali la regola di mercato e che i piani di ripartenza allo studio per il Paese post COVID-19 possono trasformare in un’occasione per ridisegnare i processi gestionali delle organizzazioni pubbliche e delle aziende private verso la sperimentazione di tecnologie di riconoscimento facciale, sensoristica biometrica, intelligenza artificiale, realtà aumentata e App già presenti sul mercato per pagamenti veloci oppure per ricevere rimborsi dalla PA.

VOCE DEL VERBO SEMPLIFICARE

Adottare tecnologie digitali ed emergenti di pagamento nelle abitudini dei consumatori e nelle normali procedure delle imprese commerciali, oltre ad essere un chiaro obiettivo previsto dal Piano del Ministero Sviluppo Economico Transizione 4.04, è un indirizzo ratificato anche dal decreto attuativo firmato dal Governo Conte-bis con una dotazione finanziaria di 7 miliardi per gli investimenti delle imprese in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e green attraverso cui avviare la nuova politica industriale del Paese5.

L’obiettivo di sostenere una veloce ripresa dell’economia dopo l’emergenza COVID-19 è supportato anche dalla possibilità di utilizzare le risorse Mise per realizzare un ecosistema complementare ad un sistema di full digital payments nazionale. In questo scenario l’innovazione degli assetti gestionali e organizzativi delle imprese e della PA in materia di pagamenti digitali deve prevedere la partecipazione delle Fintech ed InsurTech Company italiane ai programmi di accelerazione realizzati dai Competence Center, dai Centri di Trasferimento Tecnologico (CTT) e dai Digital Innovation Hub (DIH) autorizzati dal Ministero. Infatti, la preparazione di un ambiente di test “dolce” per le 278 FinTech e per le 86 TechFin italiane6 – la così detta Sand-Box7 – se da un lato consentirebbe di “cucinare” prodotti e servizi di finanza innovativa in area pagamenti tradizionali, Capital Market & Trading, Wealth & Asset Management (FinWealth), Personal Financial Management (PFM) e Real Estate (PropTech), crediti verso privati ed aziende, permette anche di utilizzare la tecnologia per gestire la compliance e la security (RegTech) insieme a Banca d’Italia, Consob8 e IVASS.

Allo stesso tempo, per consentire alle imprese FinTech di crescere e di aiutare le PMI ad adottare strumenti di pagamento globali a portata di smartphone, è indispensabile per le imprese FinServ tradizionali creare NewCo con cui avviare percorsi finalizzati alla quotazione su mercati regolamentati o non regolamentati, aperte al capitale di rischio per investitori indipendenti specializzati nel private equity e nel venture capital, specializzate nella gestione di nuovi strumenti di finanza alternativa come equity crowdfunding, social lending (prestiti personali erogati tra privati) oppure di invoice financing ed emissione di minibond.

La creazione di questa catena del valore rafforzerebbe la solidità dell’economia italiana e l’Outlook sui mercati internazionali, aumentando la percezione di un Paese sempre meno legato ai meccanismi di finanza tradizionale e rendendo le banche strumentali ad un’efficace trasmissione delle politiche monetarie e dei pacchetti di stimolo post COVID-19 dedicati alle aziende, a favore di una ristabilita fiducia dei consumatori nel futuro e di un minor rischio di inadempienza dei loro debiti.

Da un punto di vista concreto e quotidiano, con l’adozione di un sistema nazionale di pagamenti digitali sarebbe possibile pagare le tasse, ricevere rimborsi o gestire procedure compensative in un click, richiedere ad una sola piattaforma online certificati telematici per ogni singola posizione fiscale, contributiva, assicurativa, giuridica e sanitaria. Inoltre, sarebbe possibile superare la “burocrazia difensiva”, incentivare l’accesso alle tecnologie cash-free come acceleratore della digitalizzazione dei processi di pagamento della PA (PagoPA, SPID e CIE) e dematerializzare i flussi indirizzati alla PA, all’Agenzia delle Entrate, alle Autorità delle Dogane oppure al Registro delle CCIAA, garantendo origine, affidabilità, e veridicità via blockchain.

CONCLUSIONI

Per la ripartenza dell’Italia – come affermato da Mario Draghi nel suo ultimo discorso come Presidente della European Central Bank (BCE) nel settembre 2019 – è necessario «… to adjust the business model to digitalization, to changes in technology, is something much more compelling than being angry about negative rates»9. Questo percorso, oltre al crescente impegno delle Istituzioni e del Governo nell’aprirsi a manager esperti e ad economisti prestati al marketing dell’innovazione del settore finanziario 4.0, si deve realizzare con il sostegno dei cittadini, con il grande impegno del comparto economico ed industriale del Paese e con proposte mirate all’alfabetizzazione digitale ed alla riduzione del Digital Divide attraverso investimenti in Banda Ultra Larga (BUL) per una Italia ultramoderna10.

Una realtà duratura che abbia come protagonisti i pagamenti digitali oggi abbraccia la possibilità di utilizzare tecnologie mobili sempre più stabili, applicazioni PayTech su smartphone sempre più sicure e transazioni che consentono di accedere sia a programmi di fedeltà commerciali al dettaglio, sia al riconoscimento di premialità istituzionali.

Lo stimolo per adattarsi ai pagamenti digitali nel quotidiano arriverà per i cittadini e per i consumatori da un sistema Digital & Open Banking innovativo più aperto, trasparente e sicuro, ma contemporaneamente dovrà contare sull’integrazione nella PA e nel settore privato delle più comuni piattaforme di mobile payment come PayPal, Google Pay, Satispay, Apple Pay e del nuovo servizio WhatsApp Pay in arrivo a breve in Italia, delle App per la gestione di carte prepagate come Poste Pay o Hype e dovrà interfacciarsi con vere e proprie vetrine Digital Banks senza sportelli.

Infine, per utilizzare i pagamenti elettronici nei confronti delle PA e negli esercizi commerciali è necessario definire un piano di deduzioni e detrazioni progressive dell’IRPEF già a partire dall’anno fiscale in corso, rimodulare gli accordi tra imprese e professionisti privilegiando attori FinTech, capaci di ridurre le commissioni e di attivare un sano meccanismo di competizione con il sistema bancario tradizionale, introducendo un nuovo meccanismo di credito d’imposta per commercianti, artigiani e pubblici esercizi che faciliti l’uso dei POS.

Questo consentirebbe anche di diminuire in modo solido e continuo il valore dell’economia sommersa, valutata in circa 210 miliardi e pari a 12,1 per cento del Pil nel 201711.

Una progressiva diminuzione delle operazioni in contanti, pari a all’85% del totale delle transizioni evidenti, permetterebbe nel medio periodo di ridurre anche l’evasione IVA nazionale stimata dalla Commissione Europea pari a 33 miliardi su un totale di 137 miliardi totale dell’UE12, un malcostume in grado di ostacolare le politiche di programmazione economica e gli investimenti di lungo periodo per lo sviluppo del Sistema-Paese solide13.

Consumatori più digitali o più consumatori digitali? Ecco la prima sfida a cui il lockdown sembra aver già dato una risposta: 2 milioni di nuovi clienti che spingono eCommerce e mPayment.


1The Future of Health”, Deloitte US, U.S. (2019) >>> www2.deloitte.com/it/it/pages/life-sciences-and-healthcare/articles/future-of-health—deloitte-italy—lshc.html.

2Financial crimes, tax evasion and tax avoidance”, Special Committee on financial crimes, tax evasion and tax avoidance, Report European Parliament (2018/2121(INI)), European Parliament & Commission, Bruxelles – Belgio (2018) >>> www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2019-0170_EN.html.

3Quadro Economico sul Digital Divide dell’Italia”, Promos Italia – Agenzia per l’internazionalizzazione imprese, Milano (2019) >>> promositalia.camcom.it.

4 Piano Nazionale “Transizione 4.0 – Una nuova politica industriale 4.0”, Ministero dello Sviluppo Economico, Roma (18 dicembre 2019) >>> https://www.mise.gov.it/index.php/it/transizione40.

5 Con la firma del decreto attuativo del Piano Transizione 4.0, inviato alla Corte dei Conti per la registrazione, diventeranno attuative le disposizioni introdotte nella Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019) per supportare la competitività delle imprese italiane, Roma (28 maggio) >>> https://www.mise.gov.it/index.php/it/per-i-media/notizie/it/198-notizie-stampa/2041130-piano-transizione-4-0-patuanelli-firma-il-decreto-attuativo.

6 Rapporto Fintech 2020, PwC Global, Roma (2020) >>> https://www.pwc.com/it/it/industries/fintech.html.

7 Con la legge di conversione del Decreto Crescita 2019 (legge 28 giugno 2019, n. 58) è stata introdotta la possibilità di creare delle sandbox regolatorie nel settore FinTech per incentivare la creazione e la promozione di attività imprenditoriali e soluzioni tecnologiche innovative il cui Regolamento è demandato al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) dopo aver consultato gli organismi di vigilanza del settore.

8Lo sviluppo del FinTech – Opportunità e rischi per l’industria finanziaria nell’era digitale”, C. Schena, A. Tanda, C. Arlotta, G. Potenza – N. 1, Consob Edizioni, Milano (marzo 2018).

9 Press conference Mario Draghi, President of the European Central Bank – ECB, Frankfurt am Main (12 settembre 2019) (https://www.ecb.europa.eu/press/pressconf/2019/html/ecb.is190912%7E658eb51d68.en.html).

10 Il progetto “Ultranet – Banda ultralarga, Italia ultramoderna”, sottoscritto da Unioncamere come ente pubblico che rappresenta il sistema camerale italiano e Mise a supporto delle azioni del Governo, ha l’obiettivo di favorire la conoscenza e la diffusione della Banda ultralarga (BUL) come strumento di sviluppo territoriale, attraverso iniziative rivolte alle imprese, agli operatori economici e ai cittadini (https://ultranet.camcom.it).

11L’economia non osservata nei conti nazionali – Anni 2004-2017”, Report Istat, Roma (ottobre 2019) >>> https://www.istat.it/it/files/2019/10/Economia-non-osservata-nei-conti-nazionali-2017.pdf.

12Iva: Italia senza rivali in Ue per evasione, perde 33 miliardi”, C. Romagnoli, Report Il Sole 24 Ore >>> https://www.ilsole24ore.com/art/iva-italia-senza-rivali-ue-evasione-perde-33-miliardi-ACw28Oi

13 Secondo un’analisi realizzata dall’Osservatorio digital innovation del Politecnico di Milano e dall’Osservatorio carte di credito e digital payments curato da Assofin, Nomisma e Ipsos con il contributo di Crif, l’Italia è il 23esimo Paese tra i 27 dell’Unione Europea per transazioni con carta e moneta elettronica, Milano (2019) >>> https://www.osservatori.net/

Photo by Rodion Kutsaev on Unsplash

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