La Sanità italiana tra Big data e Blockchain

Implementare la tecnologia Blockchain con l’utilizzo di Big Data e AI, in un momento come questo contraddistinto dall’emergenza Covid-19, sarebbe stato molto utile per mettere a disposizione in tempo reale i dati dei singoli pazienti, facendoli incrociare tra loro e offrire, a tutte le forze messe in campo per osteggiare la pandemia, elementi certi ed incontrovertibili, anche statisticamente.

Di William Nonnis (da https://bigdatainhealth.org/la-sanita-italiana-tra-big-data-e-blockchain/)

Analizziamo la situazione che contraddistingue il settore, altamente sensibile, della Sanità in Italia. Pur essendo in uso l’FSE (Fascicolo Sanitario Elettronico – https://www.fascicolosanitario.gov.it/), che dovrebbe garantire ed agevolare il tracciamento e la consultazione di tutti i dati che compongono la storia clinica di un paziente in ogni regione d’Italia, nella realtà delle cose, tale fascicolo non può essere ancora visualizzato, provocando in quel paziente che ricerca i suoi esami nell’area riservata, un grave danno.

Spostandosi tra ospedali, ambulatori o studi specialistici, quel paziente è così costretto a recare sempre con sé il suo faldone cartaceo sanitario, con conseguente sua scomodità, ma soprattutto con il rischio di smarrire o di veder deteriorare con il tempo, documenti e tracce importanti della sua cronistoria sanitaria.

Se questo è vero, in che modo i Big data e la tecnologia Blockchain possono essere oggi d’aiuto alle strutture sanitarie del nostro Paese? In primo luogo, promuovendo ed apportando un profondo cambio di paradigma culturale e sociale, che porti ad una trasformazione radicale e nodale nei rapporti sociali.

Il che è realizzabile costruendo un tassello fondamentale, quello della formazione e informazione a beneficio della comunità (cittadini, professionisti, aziende ecc). Così, partendo dal basso, la tecnologia blockchain assume il ruolo di tecnologia sociale e coinvolge, responsabilizzandolo, il singolo individuo in ogni sua attività, in base al settore coinvolto.

Infatti la blockchain, nata come protocollo per la creazione di monete digitali, ha mostrato, nell’arco di poco tempo, le sue grandi e svariate opportunità applicative, in diversi settori socio-economici, dando il via ad una innovazione e trasformazione così radicale che a breve potrà modificare, migliorare e semplificare la quotidianità sia sociale che individuale di ciascuno.

Cosa si intende per blockchain? In sintesi, un registro distribuito delle transazioni, liberamente accessibile e basato sul consenso che avviene tra i partecipanti alla rete stessa, con l’utilizzo intensivo della crittografia e della firma digitale.

Non esiste più, con questa modalità, una logica di centralizzazione (anche nelle sue forme evolute decentralizzate), ma una forma distribuita e orizzontale delle informazioni. È una tecnologia, inoltre, che conferisce totale fiducia e trasparenza ai soggetti e alle operazioni coinvolte e, caratteristica fondante della blockchain, è l’immutabilità dei dati, perché una volta che una transazione è iscritta, non si può più modificare né cancellare. 

Tornando alla Sanità, è evidente come la blockchain impatti in tale settore: se un paziente decide di cambiare il medico, potrà dare la chiave di accesso crittografata della sua cartella clinica al nuovo medico, con una sorta di portability della sua storia clinica; il paziente avrà diverse chiavi di accesso ai suoi dati sanitari, ciascuna per ogni branca specialistica (Cardiologia, Dermatologia ecc), mantenendo il controllo dei propri dati; idem per i vari referti di visite nei diversi enti pubblici e privati. 

Oltre a ciò, molte altre sono le opportunità applicative della blockchain in campo sanitario, in grado di migliorarne la qualità e l’efficienza.

Infatti, l’enorme quantità di dati, che con tale tecnologia, AI, Big Data si possono raccogliere, è utilissima per lo studio di statistiche e l’avanzamento di ricerche, atte a migliorare la salute ed il benessere dell’uomo. Per esempio, la raccolta dei Dati demografici e, giù a cascata, un’infinita serie di informazioni, come la notifica delle malattie infettive, le prestazioni ambulatoriali, scheda di ammissione ospedaliera (Sdo), esenzioni ticket sanitario per patologia, prescrizioni farmaceutiche, registri di patologie (quindi registro dei tumori, dei trapianti, di casi di diabete, celiachia, eccetera), Studi epidemiologici, Flussi sanitari ministeriali (denunce Inail, infortuni professionali, eccetera). 

Oltre ad un’infinità di dati che raccoglie e conserva, come detto, la blockchain ha anche l’altro grandissimo vantaggio di garantirne la sicurezza, in un ambito, proprio come quello Sanitario, in cui la privacy è valore portante per la dignità della persona. Sicuramente il supporto di questa tecnologia, con l’utilizzo di Big Data e AI, in un momento storico e nevralgico come questo, contraddistinto dall’emergenza Covid, sarebbe stato molto utile per mettere a disposizione in tempo reale i dati dei singoli pazienti, facendoli incrociare tra loro per offrire, a tutte le forze messe in campo per osteggiare la pandemia, elementi certi ed incontrovertibili, anche statisticamente.

Ciò, avrebbe di certo accelerato i tempi per una soluzione definitiva alla tragedia ancora in corso.

E se i Big Data giocano un ruolo importante già oggi, determinante sarà il loro giusto utilizzo nel futuro perché, grazie al loro inesauribile supporto, si potrà trasformare radicalmente il settore sanitario. I data analyst potranno esplorare, analizzare ed interpretare gli infiniti dati estrapolati, con la sicurezza assoluta della veridicità di quei numeri, preziosissima per generare cure o strategie atte a garantire e migliorare i servizi nella sanità, sempre più in maniera orizzontale, democratica ed equilibrata in tutto il pianeta.

Già nel dicembre 2016, la commissione europea, in seguito alla pubblicazione di uno studio sui Big data in rapporto alla sanità pubblica, alla Telemedicina e al sistema sanitario, si è occupata con grande attenzione di questa nuova miniera d’informazioni, offrendo una sorta di decalogo per un utilizzo al massimo efficiente e funzionale di questo nuovo valore, partendo da:

               -Sensibilizzazione;

                   -istruzione e formazione;

                   -fonti dei dati;

                   -dati aperti e condivisione degli stessi;

                   -applicazioni e scopi;

                   -analisi dei dati;

                  – governance di accesso ai dati e uso standard

                   -finanziamenti e risorse finanziarie;

                   -aspetti legali e di privacy.

Con un preventivo approccio di tal genere ai zettabyte di dati, si comprende bene come la sanità, declinata in ogni settore, specializzazione e branca, possa beneficiarne. Fondamentale però dovrà essere il ruolo di chi, quei dati dovrà interpretarli, supportato da tecnologie e sistemi, sempre più all’avanguardia.

Con questa nuova consapevolezza e, partendo proprio dagli ultimi eventi che, speriamo, possano almeno apportare il corollario di una forte accelerazione in tal senso, il sistema sanitario, dinamicamente e perentoriamente, potrebbe essere rivoluzionato da questa introduzione massiva del valore del dato.

Non solo in termini di sviluppo e progresso scientifico-medico e, di pari passo, in termini di sicurezza dei dati offerti dall’innovazione digitale, che molto sta facendo in tal senso, ma anche e soprattutto in termini di democrazia e diritto di accesso alla salute perché, non dimentichiamo che, il principio e il fine che sottende la nuova rivoluzione tecnologica è che essa è prima di tutto antropocentrica, destinata quindi al benessere dell’uomo, di ogni uomo. 

Necessario quindi, dicevo prima, si rende il cambiamento del paradigma socio-culturale che stiamo vivendo, affinché tutti si possa operare, agire, fare ricerca e sviluppo per il Bene dell’individuo, supportati da una tecnologia giusta, equa ed equilibrata.

Fonte: https://bigdatainhealth.org/la-sanita-italiana-tra-big-data-e-blockchain/

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