Guerra oltre i confini 2.0

La nuova edizione di “Guerra senza limiti” che rivela il pensiero strategico cinese

Di Antonio Albanese, Direttore Agc Communication

Nel 1999, gli allora colonnelli dell’aviazione militare dell’Esercito di liberazione del popolo, Pla, Qiao Liang e Wang Xiangsui, causarono un vero tremendo strategico con la pubblicazione di Guerra senza Limiti (Chāo xiàn zhàn, letteralmente, Guerra oltre i confini).

In estrema sintesi Chāo xiàn zhàn era essenzialmente il manuale dell’esercito cinese per la guerra asimmetrica: si trattava un aggiornamento dell’Arte della Guerra di Sun Tzu.

All’epoca della pubblicazione originale, con la Cina ancora lontana dal suo attuale peso geopolitico e geoeconomico, il libro era stato concepito come un approccio difensivo delle forze armate cinesi; poi venne l’11 settembre 2001 e il libro assunse agli altari della cronaca internazionale e non solo specialistica.

Il Global Times, quotidiano internazionale in lingua inglese dell’organo ufficiale del partito comunista cinese Renmin Ribao, tempo fa ha affermato: «Dobbiamo essere chiari sul fatto che affrontare la soppressione degli Stati Uniti sarà il punto chiave della strategia nazionale cinese.

Dovremmo rafforzare la cooperazione con la maggior parte dei paesi. Ci si aspetta che gli Stati Uniti contengano le linee del fronte internazionale della Cina, e noi dobbiamo mettere fuori gioco questo complotto americano e fare della rivalità Cina-Usa un processo di autoisolamento degli Stati Uniti».

In quest’ottica va letta la nuova edizione del libro del 1999: Qiao Liang, oramai generale in pensione e direttore del Consiglio per la ricerca sulla sicurezza nazionale, è infatti riemerso. Il generale Qiao non è un membro del Politburo ma i concetti che afferma a titolo personale sono rivelatori del pensiero del Pla.

La maggior parte delle sue argomentazioni si muove da un assunto: «Come possono gli Stati Uniti oggi voler fare la guerra alla più grande potenza manifatturiera del mondo mentre la propria industria è svuotata?».

Il generale fa sempre, in più di una uscita, un esempio legato al Covid-19, è la capacità Usa di produrre ventilatori: «Su oltre 1400 pezzi necessari per un ventilatore, più di 1100 devono essere prodotti in Cina, compreso l’assemblaggio finale.

Questo è il problema degli Stati Uniti oggi. Hanno una tecnologia all’avanguardia, ma non i metodi e la capacità produttiva. Quindi devono affidarsi alla produzione cinese».

Il generale Qiao respinge la possibilità che il Vietnam, le Filippine, il Bangladesh, l’India e altre nazioni asiatiche possano sostituire la forza lavoro a basso costo della Cina: «Pensate a quale di questi paesi ha più lavoratori qualificati della Cina.

Quale quantità di risorse umane di medio e alto livello è stata prodotta in Cina negli ultimi 30 anni? Quale Paese sta istruendo oltre 100 milioni di studenti a livello secondario e universitario? L’energia di tutte queste persone è ancora lontana dall’essere liberata per lo sviluppo economico della Cina».

Qiao riconosce che la potenza militare statunitense anche in tempi di epidemia e di difficoltà economiche è sempre in grado di «interferire direttamente o indirettamente nella questione dello stretto di Taiwan» e di trovare una scusa per «bloccare e sanzionare la Cina ed escluderla dall’Occidente (…) come paese produttore, non possiamo ancora soddisfare la nostra industria manifatturiera con le nostre risorse e fare affidamento sui nostri mercati per consumare i nostri prodotti»; il Generale sostiene, che è una «buona cosa» per la Cina impegnarsi nella causa della riunificazione, ma è sempre una brutta cosa se viene fatta nel momento sbagliato. Possiamo agire solo al momento giusto.

Non possiamo permettere che la nostra generazione commetta il peccato di interrompere il processo di rinascita della nazione cinese».

Il generale Qiao poi consiglia: «Non pensate che solo la sovranità territoriale sia legata agli interessi fondamentali di una nazione. Altri tipi di sovranità – economica, finanziaria, di difesa, alimentare, delle risorse, delle risorse, biologica e culturale – sono tutti legati agli interessi e alla sopravvivenza delle nazioni e sono componenti della sovranità nazionale».
In una formulazione grafica, il generale Qiao pensa che «non dobbiamo ballare al ritmo degli Stati Uniti. Dovremmo avere il nostro ritmo, e anche cercare di rompere il loro ritmo, per minimizzare la loro influenza».

In poche parole, per il generale Qiao, «la Cina deve mostrare prima di tutto la prova della determinazione strategica per risolvere la questione di Taiwan, e poi pazienza strategica. Naturalmente, la premessa è che dobbiamo sviluppare e mantenere la nostra forza strategica per risolvere la questione di Taiwan con la forza in qualsiasi momento».

Rispondi